PONTE OLOFERNE

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- BAIA: IL MISTERO DEL
PONTE OLOFERNE -

Ricostruzione ipotetica e MOLTO approssimativa della struttura del  Ponte Oloferne
Ricostruzione ipotetica e molto approssimativa
della struttura del Ponte Oloferne

La visita di Baia non può dirsi completa se non si fa una puntatina al fiume Volturno per osservare da vicino le rovine del maestoso PONTE OLOFERNE, OLIFERNO o dell'INFERNO (per vedere il quale, però, conviene richiedere l'assistenza di una guida locale: all'uopo consultare la sezione "COME CONTATTARCI").

Il Ponte Oloferne rappresenta un altro di quei complicati rompicapo di cui abbonda Baia e Latina, perché di esso si sa veramente molto poco. Di quella che doveva essere una titanica struttura, purtroppo non rimane che un cumuloVeduta parziale delle titaniche rovine del Ponte Oloferne - Ph. © ENZO MAIELLO 2000 di pietre e qualche rovina sparsa qua e là che tuttavia rendono perfettamente l'idea della colossale costruzione che doveva trovarsi in questo luogo. Il ponte è stato muto testimone delle vicissitudini del tempo ed ha visto il passaggio di numerose Legioni romane di stanza nella zona (tra cui, pare, anche quelle del grande Annibale, come roportato da alcuni storici), ma al di là di frammentarie notizie similari poco o nulla altro si sa di esso. Pochi trattati storici ne parlano e gli stessi studiosi che si sono avvicendati nello studio delle rovine, sono giunti spesso a conclusioni contrastanti al punto che, a tutt'oggi, non si è ancora riusciti a stabilirne nemmeno la forma e le dimensioni originarie (..se non in modo oltremodo approssimativo..). Il tutto appare ancora più oscuro e misterioso se si pensa che ormai è stato definitivamente appurato che il ponte era sicuramente un importante collegamento strategico nella zona, ove si consideri sia l'imponenza della costruzione sia i numerosi particolari che dimostrano senza tema di smentita che esso venne costruito con ogni crisma possibile per sopportare indenne il trascorrere del tempo.
Della costruzione, purtroppo, oggi rimangono visibili soltanto due piloni sulle opposte sponde del fiume Volturno (con un fronte di ben 18 metri ognuno!!), entrambi molto danneggiati, anche se quello posto dal lato di Baia offre notevoli spunti di studio e di riflessione. Intanto I giganteschi blocchi di travertino di uno dei piloni del Ponte - Ph. © ENZO MAIELLO 2000perchè risulta ancora visibilissima la struttura a trapezio isoscele del pilone stesso (pur se la base minore di esso è crollata mostrando la struttura interna di Opus Incertum utilizzato come materiale di riempimento) ma anche perchè gli altri lati della costruzione sono molto ben conservati. Infatti risultano in bell'evidenza gli enormi blocchi di travertino bianco perfettamente squadrati e levigati, in alcuni casi di lunghezza superiore al metro, che opportunamente concatenati non solo con calce ma anche con grosse graffe di piombo di circa 30/35 centimetri di lunghezza, offrivano alla struttura una solidità eccezionale.
La cosa potrebbe sembrare di poco conto se non fosse per il fatto che una struttura simile, che avrebbe potuto (o meglio, che avrebbe DOVUTO..) sfidare per secoli le avversità naturali rimanendo sempre indenne, sia invece così miseramente e, vogliamo aggiungere noi, misteriosamente crollata. Infatti non ci sono citazioni o notizie sul come e perchè ciò accadde, né si sa con precisione quando il fatto avvenne. Ed è proprio qui che si palesa l'aura di mistero che circonda tutta l'opera e che fa sorgere una serie di domande cui si sta attualmente cercando di dare una risposta: come è possibile che una costruzione simile, caratterizzata dall'imponenza e dall'incredibile solidità della struttura sia così miseramente crollata? Come è possibile che il crollo di un'opera del genere sia passata così palesemente inosservata? Ma soprattutto, considerando che se i piloni risultano così massicci, il ponte in proporzione e di conseguenza doveva essere di una grandezza titanica, come mai non ci sono che cenni generici su di esso nella storiografia dell'epoca?? Mistero...!
Per inciso, tra l'altro, il crollo ha interessato lo stesso fiume Volturno che, trovandosi la strada improvvisamente sbarrata dall'enorme quantitativo di materiale piombato con un fragore incredibile nel suo letto, ha deviato innaturalmente il suo corso, formando una spiaggetta di ghiaia lunga circa 200/300 metri, visibilissima ancora oggi.


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