- BAIA:
IL SANTUARIO DELL'ASSUNTA, LA TORRE
DEL SAGGIO, LA CHIESA DI S. VITO E PIAZZA CORTUZZI -

Panorama del Colle di S. Maria degli Angeli
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
A questo punto (..se siamo così preparati
atleticamente da non essere ancora stanchi di camminare..) possiamo scendere verso Piazza
Morrone e prendere la strada in salita che porta verso il SANTUARIO di MARIA
SS. ASSUNTA. Il tragitto da
percorrere è pari a
circa un chilometro ed è tutto in forte pendenza, ma il panorama che si gode dall'alto
della piazzetta dell'Assunta (il punto più alto del paese, daltronde..) ripaga
della fatica fatta per arrivarci: da qui si domina tutta la valle dell'Alto Casertano, con
il Volturno che si snoda tra fitte fila di alberi rigogliosi, i vari paesini abbarbicati
sulle colline circostanti (fra tutti nominiamo, da sx. verso dx., S. Angelo d'Alife,
Raviscanina, Alife, Piedimonte Matese, Castello del Matese, San Gregorio Matese, Dragoni,
ecc.) ed il massiccio del Matese che incombe austero e maestoso sull'insieme. Nei giorni
di massima visibilità, poi, non è difficile intravedere addirittura la punta del
Massiccio della MAIELLA...
Sotto gli occhi attenti della MADONNA DELLA PACE (una
statua sacra scolpita in polvere d'alabastro) il visitatore si incammina verso il
Santuario non prima di avere ammirato la monumentale CROCE in acciaio alta
circa 10 metri che, di notte, si illumina rendendosi visibile a parecchi chilometri di
distanza nella vallata sottostante. Sul percorso di avvicinamento al santuario, è stata
recentemente costruita una Via Crucis (che ha sostituito la vecchia e sin troppo minimale
via Crucis preesistente) e sono state effettuate opere murarie per il recupero
architettonico dei luoghi; peccato che l'inciviltà di pochi abbia già danneggiato
gravemente la maggior parte di esse lasciando aperto e senza risposta il più angosciante
degli interrogativi: PERCHE'??..
Ma torniamo al nostro giro turistico. Varie tradizioni si intrecciano nella storia del
Santuario della SS. Assunta, il Sacro ed il profano si legano indissolubilmente fra di
loro persino nella costruzione del Tempio, che pare sia stato commissionato in sogno ad
una fedele del luogo da parte della Vergine Maria, desiderosa di
vegliare dall'alto sulle
vicissitudini del paese. Annualmente il culto dei bajardi per questo Santuario dedica ad
esso una festa popolare, durante la quale vengono portate in processione le antichissime
statue di tutti e quattro i Santi ivi custoditi: l'Assunta, i SS. Cosma e Damiano, S.
Lazzaro. La stessa devozione ha portato cospicui fondi, in particolare dagli emigranti del
Canada, che hanno permesso il recupero pressoché totale del monumento che era
completamente fatiscente e rischiava il crollo dopo essere stato colpito più volte negli
anni persino da una serie impressionante di fulmini. Il campanile, in particolare, aveva riportato gravissimi
danni, ma dopo gli ultimi lavori effettuati tutto l'insieme è stato perfettamente
restituito alla sua semplice bellezza originaria. L'interno è visitabile solo dietro
richiesta delle chiavi d'ingresso ai custodi locali, per cui è buona norma informarsi
preventivamente in materia, qualora siate interessati.
Immediatamente dietro la Chiesetta dell'Assunta, si trova la TORRE
DEL SAGGIO o DELL'ASTROLOGO, così detta perchè si ritiene sia stata abitata da
un astrologo di un a certa fama. Leggende mai pienamente confermate, ipotizzano che lo
stesso NOSTRADAMUS pare abbia dimorato per un certo tempo in questa torre (che il celebre
viaggiatore napoletano Giuseppe Alfano nomina in un suo resoconto su Baia e Latina). Ma la
realtà delle cose consta anche di alcuni altri scritti, tra cui quelli dello storico e
viaggiatore Gioacchino Antenori che, descrivendo la costruzione, narra che in essa era
custodito un laboratorio così bene attrezzato da non poter non parlarne in termini
stupiti e meravigliati. Inoltre, il ritrovamento di attrezzi scientifici, di lenti da
focale e soprattutto del "PRONOSTICON" di Campanatus (sorta di compendio
magico-esoterico-astronomico e - molto poco! - scientifico) ha confermato che effettivamente
la Torre era dimora di uno degli astrologhi-occultisti più famosi dell'epoca. Talmente
famoso che predisse a Beatrice DAragona che sarebbe diventata regina!! A profezia
avverata, la stessa regina volle portare con sé a Napoli il saggio della Torre di Baia e
Latina, cosa che determinò l'abbandono totale della costruzione al suo destino.
Un'altra leggenda dai contorni molto più romantici e delicati,
presuppone invece che la Torre dell'Astrologo di Baia, avesse una Torre gemella nel
circondario: tale costruzione è stata effettivamente identificata nella similare (e
molto meglio conservata!) Torre del Borgo di Pietramelara. Orbene, si narra che un signorotto
pietramelarese, innamoratosi della figlia dell'astrologo bajardo, pare le lanciasse
messaggi d'amore utilizzando fuochi accesi sulla sommità della sua Torre e visibili
pertanto solo dalla sommità dell'altra (più 'parole di fuoco' di così..!?!). La
relazione, peraltro, non era vista di buon occhio dal Saggio uomo di Baia che, alla fine,
preferì lasciare il paese e la sua Torre pur di evitare che la figlia cedesse alle
lusinghe del malvisto corteggiatore. Al di là della leggenda, se ne deduce che certe magagne di
stampo familiare esistono praticamente da sempre!!...
Tuttavia, scherzi a parte, sullo stato di salute della Torre dell'Astrologo c'è
davvero poco da stare allegri: la costruzione sta cadendo letteralmente a pezzi.
Ha da tempo assunto una caratteristica forma a "N" molto innaturale, dovuta
parte ai bombardamenti cui è stata
sottoposta durante la Seconda Guerra Mondiale e parte agli agenti atmosferici
che l'hanno danneggiata in modo praticamente irreparabile.
Scendendo giù a Piazza Morrone, prendiamo la prima strada che scende a
sx. fino a raggiungere la stupenda cornice di PIAZZA CORTUZZI
con il suo maestoso POSTO IN PIETRA. Su una delle pietre
frontali del pozzo è inciso, ed ancora perfettamente visibile, l'anno della sua
costruzione: 1894. Alle spalle del pozzo spicca l'importante presenza del PALAZZO
BARONALE, in
passato
residenza estiva di baronie e famiglie nobiliari napoletane. Successivamente esso ha
conosciuto varie vicissitudini che, alla fine, lo hanno portato ad un deprimente stato di
degrado per niente edificante per il paese.
Spalle al pozzo di Piazza Cortuzzi, incamminiamoci sulla strada a dx.;
percorsi non più di un centinaio di metri, ci ritroveremo in prossimità dell'antica CHIESA
DI
S.
VITO (patrono di Baia e Latina), con la sua architettura semplice e senza
troppi fronzoli. Il tempio ha subito vari restauri negli anni (uno, in particolare,
operato verso la fine dell'800 dal Parroco Don Domenico Comparone, è ricordato in una targa circolare apposta
sulla facciata esterna) che però, purtroppo, ne hanno progressivamente snaturato
l'aspetto originario. Il primitivo colore rosa pastello della facciata (ancora
visibile fino a qualche tempo fa sul solo campanile), è stato oramai sostituito
da una più semplice ed anonima tinteggiatura bianca. Gli stessi interni sono stati sostanzialmente modificati, anche in seguito ai
svariati furti perpetrati nel corso degli anni. Nella Chiesa sono custodite varie pregevoli statue
di Santi (alcune scolpite nel legno), tra le quali quella di San Vito Martire - Patrono
della cittadina - e quella di S. Sebastiano, raffigurato morente dopo aver subito il
martirio.
Attualmente, dopo interventi scriteriati che, come già accennato, ne hanno letteralmente stravolto l'immagine
originaria, il tempio è in via di ulteriore restauro.
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