- BAIA CENTRO -

Panorama di Baia
(clicca per ingrandire l'immagine)
Arrivati nella piazza principale
di Baia capoluogo vale la pena cominciare a guardarsi subito intorno
perché qui si
trova il COMUNE, recentemente restaurato, con una bella lapide posta sulla
facciata principale, dedicata alla memoria dei caduti durante la I Guerra Mondiale. Sempre sul
Comune, inoltre, è gelosamente custodito lo stemma del paese, visibile in copia sia
nell'aula consiliare che sul balcone centrale della costruzione. Stemma che,
nelle sue metà sinistra e destra in cui è diviso, contiene rispettivamente sia il
simbolo della Croce Normanna (per Baia) sia la ricorrente doppia "L" della Legio
Latina (per Latina) quasi a voler sintetizzare sin da subito l'affascinante e, a
dire la verità, un po' "misteriosa" storia millenaria del paese. Ma di questo
aspetto parleremo più diffusamente sia nel prosieguo della nostra trattazione, sia
nell'apposita sezione che abbiamo dedicato all'approfondimento di tutte le
tematiche socio-culturali e degli eventi storici
che hanno caratterizzato il passato del nostro paese (almeno quelli di cui si è riusciti a
trovare traccia...).
Nei pressi del Comune sono ancora da segnalare due pozzi-cisterna in
pietra posti a poca distanza l'uno dall'altro che, utilizzati come tali nel passato e poi
progressivamente abbandonati, hanno continuato a raccogliere chiacchiere ed umori della
gente che negli anni si è alternata nelle vicinanze, restando imperituri ma muti
testimoni del trascorrere del tempo.
Rimanendo nella zona di piazza Silvestri (detta comunemente
"piazza Vallata"), conviene fare un giro veloce nei dintorni, ove è possibile
ammirare una serie di portali in pietra su cui sono stati artisticamente scolpiti gli
stemmi delle varie famiglie gentilizie proprietarie degli immobili; non è difficile imbattersi anche in delle piccole icone
(spesso trattasi di ex-voto) con raffigurazioni di immagini sacre dipinte a mano (alcune
di probabile manifattura vietrese) che, peraltro, sono molto comuni sia a Baia che
nella vicina frazione Latina.
Un mirabile esempio di icona sui generis è evidenziato da quello della foto qui a fianco, che rappresenta una stupenda "Pietà" con il Cristo
morente tra le braccia. L'intera raffigurazione è poi circondata da angeli e, in basso,
dalle anime del purgatorio che anelano verso il Cielo. Questa icona, che si trova in
Piazza Silvestri in una piccola edicola di fronte al Comune, è probabilmente un ex-voto,
come si evince anche dalla dedica in calce, che recita testualmente: "EX D. (o V. - nda.) PIETRO. FRIELLO. AD.1851"...
Infine, continuando a girare in zona, unulteriore menzione
meritano:
- il MONUMENTO AI CADUTI, sulla cui facciata sono incisi
i nomi di tutti i caduti di Baia e Latina nella Grande Guerra;
- la CHIESA DI S. STEFANO, distrutta a seguito di un
bombardamento subìto durante la II Guerra Mondiale e prontamente ricostruita dai fedeli
in tempi successivi (la Chiesa è stata, tra l'altro, recentemente restaurata recuperando
perfettamente sia l'architettura classicheggiante della facciata sia gli odierni e sobri
interni in stile vagamente post-moderno..);
- le due COLONNE NORMANNE ed il pesante cancello in ferro
che delimitavano l'accesso ai loro possedimenti, presenti in via Campagna.
Avviandosi verso il Centro storico prendendo per via F. Biondi si
incontra sulla destra un primo BAGLIO in salita molto ben conservato, in cui
è ancora visibile sulla sx. un gancio in pietra a cui venivano legati gli animali da soma
durante le soste per la dura ascesa verso la parte alta del paese.
Proseguendo sempre su via Biondi, una decina di metri più avanti, ci
si imbatte in uno dei tanti angoli caratteristici di Baia: sulla sx. infatti campeggia un
altro bellissimo BAGLIO che si apre all'interno come per magia in una
luminosissima piazzetta circondata da abitazioni private. L'ambiente è perfettamente
conservato ed addirittura è ancora parzialmente presente l'originario lastricato in
pietra viva locale (in paese diventato purtroppo una rarità!).
Continuiamo ancora dritto
sulla citata via Biondi: si ammira sulla dx. il PALAZZO SCOTTI,
tristemente
noto per un truce fatto di sangue. In questo palazzo, infatti, preferirono morire tra le fiamme l'allora Sindaco Antonio SCOTTI e la consorte Francesca IACROCCHI,
piuttosto che consegnarsi ad un'orda di briganti che li aveva attaccati in un
maldestro tentativo di rapimento per ricavarne un congruo riscatto. Considerata
l'inaspettata resistenza opposta al loro assalto (gli Scotti si difesero
strenuamente a fucilate, uccidendo o ferendo gravemente parecchi degli
assalitori prima di finire le munizioni), i briganti incendiarono la casa usando
dell’acquaragia. I coniugi Scotti, a questo punto, perirono stoicamente tra le
fiamme, non prima di essersi assicurati che tutti i familiari (tra i quali una
donna incinta) fossero riusciti a mettersi in salvo calandosi da una finestra
posta sul retro del palazzo, dal lato dell'odierna
Piazza Morrone. Il nipote del
Sindaco, Arcangelo SCOTTI, poi diventato Generale dell'Esercito e che all'epoca dei fatti
era un bambino, si salvò dalla terribile mattanza solo perché fortunosamente non si
trovava in casa, essendo stato portato da un servo a vedere un bersagliere che tornava in
licenza.
In perenne ricordo dei fatti accaduti, egli stesso pose la lapide che è ancora oggi
visibile sulla facciata del palazzo.
Poco più avanti si trova il PALAZZO BARONALE,
riconoscibile perché sormontato da una caratteristica piccionaia. Abitato all'epoca dai
baroni sanniti, in questo palazzo una leggenda locale narra fosse collocato il
famigerato "trabocchetto", sorta di trappola mortale per chiunque si fosse
avventurato impunemente all'interno della dimora...
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